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2011 / CONCORSO INTERNAZIONALE DI PROGETTAZIONE PER IL RECUPERO DELL’EX BRICCHETTIFICIO DA DESTINARE AD UFFICI DELLA SOCIETA’ CASTELNUOVESE – S. GIOVANNI VALDARNO

Il complesso del bricchettificio di S. Giovanni Valdarno presenta una particolare qualità architettonica e costruttiva, propria delle “fabbriche” del periodo. Il cromatismo dovuto all’alternarsi di pietra e laterizi si accompagna a piani murari resi vibranti da lesene molto marcate, aperti da grandi finestre segnate da cornici, soglie e archi ribassati in laterizio con angolari in pietra. I volumi sono sempre conclusi da gronde in laterizi a fasce scalettate. All’interno, alla trama evidente delle strutture in ferro si unisce il fascino dell’impianto e dei suoi macchinari. All’esterno, la grande ciminiera in mattoni e le “canne” murarie dei forni configurano un micro paesaggio industriale, a ridosso dell’antico cumulo di lignite oggi collina verde.

L’insieme di queste ragioni determina il carattere conservativo del progetto… Gran parte delle nostre soluzioni derivano dall’analisi del manufatto. Un sopralluogo accurato ci ha permesso di controllare misure e dimensioni, di “ritrovare” molte delle componenti originarie, di comprendere il ciclo produttivo e le funzioni delle caldaie, dei forni, degli essiccatoi, dei nastri e dei congegni di trasmissione del moto e di circolo del vapore. Ognuno di questi – oggi – è di fatto un interessante pezzo unico, ma il grande valore sta nell’insieme. Riteniamo importanti, infatti, sia la qualità del manufatto edilizio che i valori della “cornice” ambientale, ma soprattutto il fascino del sistema della produzione e dei suoi apparati: autentico monumento di archeologia industriale. Per queste ragioni abbiamo teso a mantenere in sito quanto più possibile macchine e apparati, proponendo soltanto nel caso particolare del corpo delle caldaie il trasferimento all’esterno.

Il criterio è dunque il rigore del progetto. L’obiettivo è la conservazione della facies del vecchio complesso: un atteggiamento che non comporta alcuna limitazione all’uso degli spazi. Al contrario, grazie al restauro delle vecchie macchine, conserveremo le tracce del luogo di lavoro, degli uomini e del tempo, rifiutando quelle posizioni progettuali che “museizzano” gli stessi muri sporchi o degradati. L’intervento sulle macchine sarà conservativo, limitato alla sola pulizia e alla messa in sicurezza rispetto ai nuovi utenti. In rapporto ai vari casi, basterà uno schermo vetrato, un parapetto o soltanto un dissuasore. Altrettanto importante il mantenimento delle varie aperture circolari o rettangolari nei solai, che saranno rimarginate e chiuse a vetri.

Lo studio attento delle richieste funzionali del bando ha dettato le soluzioni in ordine all’assetto delle varie attività e delle loro relazioni, dettagliatamente indicate nelle piante di tutti i livelli. Le nostre soluzioni di progetto “interpretano” il complesso e i suoi spazi interni, tendendo a mantenerne quanto più possibile i caratteri e ad esaltarne i tratti distintivi.

Il progetto unisce quindi alle soluzioni di restauro il tratto netto di un design contemporaneo che conferisce al complesso una nuova spazialità architettonica, che organizza il nuovo sistema delle attività e dei flussi in modo efficiente e molto flessibile. A questo approccio che recupera e riconverte l’esistente, senza stravolgimenti né forzature, si affianca la ricerca del maggior comfort degli spazi operativi ma anche della necessaria rappresentatività degli spazi di riunione, relazione e direzione.
L’intero assetto funzionale persegue l’obiettivo della massima flessibilità, intesa non come modificabilità – peraltro sempre possibile – né come indifferenza all’uso, bensì come possibilità di diversa utilizzazione in rapporto alle varie esigenze o a condizioni operative mutevoli.

In sintesi, il nostro progetto gioca sul rapporto profondo, non soltanto scenico o dialettico, con la preesistenza su cui si innestano le ragioni forti della funzionalità, del comfort, della sostenibilità e della sicurezza. Non ultima l’attenzione alla fattibilità tecnica ed al richiesto contenimento dei costi.

PROGETTO PUBBLICATO SU:

Nuova sede della Castelnuovese, in “Costruire per il futuro. News dal mondo della Castelnuovese”, notiziario aziendale primavera 2011.

http://europaconcorsi.com/projects/163355-Recupero-edificio-industriale-ex-Bricchettificio-da-destinare-a-uffici-e-servizi-della-societ-La-Castelnuovese-

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  • Published on febbraio 1, 2011
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